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Acero argentato

Acer saccharinum L.

Acero argentato

Etimologia

Il genere, Acer, deriva dal latino acer, duro, penetrante in allusione alla qualità del legno. La specie, saccharinum, si riferisce al fatto che questa pianta, come altre specie per es. l’A. saccharum, possiede una linfa ricca di saccarosio. In questo caso la pianta non ne ha una quantità tale da giustificarne l’estrazione industriale. L’A. saccharinum viene spesso confuso con l’A. saccharum per una certa somiglianza con la denominazione della specie che, in entrambi i casi, fa riferimento al composto chimico saccarosio.

Origine

L’acero argentato è originario delle zone orientali e centrali dell’America del Nord. È stato introdotto in Europa nel 1725 dove si è diffuso velocemente come specie ornamentale.

Note caratteristiche

È apprezzato per il suo portamento elegante e decorativo e per la bellezza delle sue foglie argentate nella pagina inferiore. Caratterizzato da una rapida crescita e da una chioma compatta e densa fin dalla base, risulta essere un ottimo esemplare per barriere e schermi naturali e per creare zone ombrose. Non è una specie molto longeva, si calcola che viva mediamente tra gli 80 e i 100 anni. Sono coltivate numerose varietà tra le quali molto nota è la ‘Laciniatum’, caratterizzata da foglie con lobi molto incisi.

Tronco e corteccia

Il tronco è singolo e dritto. Non sono infrequenti gli esemplari formati da più fusti eretti che partono dalla base e si espandono verso l’esterno formando una chioma aperta. La corteccia è grigio-cenere, liscia negli esemplari giovani; con l’età diventa grigio scuro e si desquama in placche irregolari.

Acero argentato
Acero argentato
Cosa guardare

Foglie che forma ha la lamina fogliare? Quanti lobi possiede? Di che colore è la pagina inferiore? Il margine è liscio?
Fiori quando compaiono sulla pianta? Di che colore sono?
Frutti che angolo formano tra loro le due samare? Sono tra loro di uguale grandezza?

 

Da non confondere

La forma della foglia e il colore argenteo della pagina inferiore non pongono dubbi. Può essere confuso con l’Acer saccharum perché le due specie hanno un nome simile.